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LA VALLE DELL'ASO

#VISITVALDASO

Valdaso: un territorio d’eccellenza chiamato “Il Giardino delle Marche”.
La Valle dell’Aso è una magnifica area intervallata da scorci storici di borghi medievali e dai Monti Sibillini, innevati anche in primavera, che fanno da sfondo ad un paesaggio dai colori incantevoli con case coloniche, boschi, frutteti in fiore, vigneti, orti e campi rigogliosi.
Un territorio i cui abitanti sono riusciti a custodire le specificità sia in termini culturali che naturali: luoghi, tradizioni, prodotti eno-gastronomici, sagre e feste folkloristiche.
Si sviluppa nella parte meridionale delle Marche per una lunghezza di circa 70 km ed è caratterizzata dal mare, da dolci colline e dai Sibillini, seguendo il corso del fiume Aso, che nasce fra il Monte Porche e la Cima della Prata sfociando nel Mar Adriatico.
Questa Valle eterogenea è costituita da diversi Comuni con storie antichissime e tradizioni ancora vive come quella di Campofilone, famosa nel mondo per i suoi “Maccheroncini IGP”. Vanta anche due dei “Borghi più Belli d’Italia”: Moresco e Montefiore dell’Aso, paesi intrisi di storia dove è possibile respirare tutt’oggi un’atmosfera medievale.

Oltre alle bellezze architettoniche ed alla ricchezza storico-culturale ed archeologica, come quella che troviamo presso l’Area Archeologica “La Cuma” di Monte Rinaldo, la Valle dell’Aso ha una cultura enogastronomica particolarmente apprezzata e diffusa anche all’estero.
Prelibatezza della cucina locale, sono “Le Olive Fritte ripiene con ciauscolo” che si tramandano di generazione in generazione dal 1800; la “Tagliatella Fritta”, nata dall’idea di una cuoca Monterubbianese, è uno dei piatti tipici e più gustosi della zona. Altri prodotti enogastronomici caratteristici sono il Ciauscolo, il Salame IGP marchigiano e la Salsiccia Carassanese che raggiungono un livello superiore se accompagnati da un pregiato calice di vino rosso.
La vocazione produttiva agricola di pesche, albicocche e prugne trasformano il paesaggio in primavera in un’esplosione di colori.

“Arrivato alla foce il mio viaggio non può che continuare verso la sorgente…”
Giosuè Carducci

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